A volte capita di utilizzare un solo termine per denominare più specie, non conoscendone troppo bene le differenze. È il caso dei totani e dei calamari o della spigola e del branzino, ma anche di alici, acciughe e sarde.
In realtà quando si parla di alici o acciughe si fa riferimento alla stessa varietà ittica, semplicemente chiamata in due modi diversi. Si tratta di un piccolo pesce osseo della specie Engraulis encrasicolus, appartenente alla famiglia degli Engraulidi, diffuso in tutto il Mediterraneo, nell’Atlantico Orientale, nel Baltico, nel Mar Nero e nel Mar d’Azov tra Russia e Ucraina.
Ciò che distingue alici e acciughe è la modalità di conservazione. La parola “alice”, infatti, è usata sia per il pesce fresco che per quello sfilettato conservato sott’olio, mentre “acciuga” fa riferimento al prodotto sotto sale. Altre differenze, poi, sono di carattere linguistico e geografico: al Sud, si preferisce parlare di alici; al Nord, di acciughe. I pescatori, infine, indicano come alici gli esemplari più piccoli e come acciughe quelli più grandi.
Discorso diverso per le sarde o sardine, che non sono lo stesso pesce chiamato alice o acciuga. Anche se appaiono molto simili, appartengono a due famiglie differenti: le sarde, infatti, sono della famiglia delle Clupeidae. Pure in questo caso la differenza sta nella conservazione: con “sarde” si intende per lo più il pesce fresco, con “sardina” lo stesso pesce conservato sott’olio.
Indice
- Come si distinguono?
- Stesse caratteristiche nutrizionali
- Sicurezza e sostenibilità
- Come conservare alici e sarde

Credit Foto: Dissapore
Come si distinguono?
A prima vista alici e sarde possono sembrare simili, ma osservandole con attenzione si notano diverse caratteristiche che le rendono facilmente riconoscibili.
Le alici o acciughe hanno un corpo più snello e affusolato, con una lunghezza che generalmente non supera i 18 cm. La loro testa si presenta con un muso appuntito, dovuto al fatto che la mascella superiore è più lunga di quella inferiore. Il dorso ha riflessi blu-verdognoli, mentre i fianchi sono argentei. Le squame sono piccole, delicate e tendono a staccarsi facilmente.
Le sarde o sardine, invece, sono leggermente più grandi e possono raggiungere anche i 25 cm di lunghezza. Il loro corpo è più tozzo e panciuto e la testa ha un aspetto quasi “imbronciato”: in questo caso è la mascella inferiore a sporgere rispetto a quella superiore. Anche le sarde presentano fianchi argentei, ma il dorso può avere sfumature tra il blu e il verde con riflessi tendenti al rosso e le squame sono più resistenti rispetto a quelle delle alici.

Credits: Il Giornale dei Marinai
Stesse caratteristiche nutrizionali
Entrambi questi piccoli pesci appartengono alla categoria del pesce azzurro e condividono numerose proprietà benefiche. Nonostante siano considerati “pesci poveri” per via del loro basso costo, sono in realtà ricchissimi di nutrienti preziosi per il nostro organismo e molto versatili in cucina.
Alici e sarde, infatti:
- contengono grassi insaturi della serie Omega-3, utili per ridurre i livelli di colesterolo e favorire la salute cardiovascolare;
- sono una fonte eccellente di iodio, selenio, ferro, calcio e fosforo, fondamentali per il buon funzionamento del metabolismo e per la salute di ossa e denti;
- apportano diverse vitamine del gruppo B (come la riboflavina e la niacina) e vitamine liposolubili come la D (calciferolo) e la A (retinolo), che supportano rispettivamente il sistema immunitario e la vista;
- i lipidi presenti, seppur non abbondanti, sono ricchi di EPA e DHA, due acidi grassi omega-3 fondamentali per lo sviluppo cerebrale e la protezione del sistema nervoso.
Grazie al loro apporto proteico, entrambi i pesci fanno bene ai muscoli e ai tessuti connettivi, nonché agli occhi e alla vista. Per questo, risultano particolarmente indicati in periodi di crescita (adolescenza), gravidanza, convalescenza o in caso di attività sportiva intensa, grazie alla loro funzione energizzante e ricostituente.
Sicurezza e sostenibilità
Un altro aspetto importante riguarda la sicurezza alimentare. La sarda, in particolare, è considerata uno dei pesci più sicuri da consumare, poiché si nutre esclusivamente di plancton. Questo la protegge dall’accumulo di metalli pesanti e altre sostanze inquinanti, più comuni in predatori di taglia maggiore.
Dal punto di vista ambientale, sia le sarde che le alici non rientrano tra le specie a rischio estinzione. Il loro ciclo vitale breve e la capacità di riprodursi rapidamente le rendono una risorsa ittica sostenibile, con un basso impatto ambientale. Scegliere questi pesci, quindi, significa fare anche una scelta ecologica e responsabile.
Come conservare alici e sarde
Per essere certi di acquistare davvero pesce fresco, ci sono alcuni dettagli fondamentali da osservare. Innanzitutto, l’occhio deve essere vivo, lucido e sporgente, non opaco né infossato. La carne deve risultare soda al tatto, compatta e resistente alla pressione, mentre le squame devono essere ben aderenti al corpo. Un ulteriore indizio utile è la coda: se si presenta dritta e rigida, è un buon segnale che il pesce è stato pescato da poco.
Quando alici e sarde non vengono consumate fresche, esistono diversi metodi di conservazione che ne mantengono gusto e qualità. Infatti, come abbiamo accennato sopra, possono essere conservate sotto sale o sott’olio, generalmente in contenitori di latta o vasetti di vetro, che ne prolungano la durata e intensificano l’aroma. In alternativa, la surgelazione consente di preservare intatte le proprietà nutrizionali e garantire un prodotto sicuro e pratico, ideale da tenere a disposizione in qualsiasi momento.



