L’etichetta di un prodotto è come una carta d’identità: imparare a leggerla dice esattamente cosa stiamo acquistando. Dall’origine dell’alimento fino alla conservazione e all’apporto nutrizionale, queste informazioni ci permettono di fare scelte consapevoli.
Sia per i prodotti freschi che per il surgelato, le modalità di etichettatura sono disciplinate dal regolamento UE 1169/2011. Il testo, in vigore dal 2014, ha reso le etichette più semplici da leggere, ma allo stesso tempo più complete di informazioni.
Ecco quali dettagli guardare per leggere correttamente l’etichetta di un prodotto surgelato.
1. Il nome e la denominazione del prodotto
Per prima cosa, verifica davvero cosa stai comprando. Leggere “filetto di merluzzo” è diverso da “preparato a base di merluzzo”. Il primo dichiara infatti che il pesce è surgelato al naturale; il secondo, indica la presenza di altri ingredienti, come nel caso dei bastoncini di pesce panati.
2. La lista degli ingredienti
Gli ingredienti sono sempre riportati in ordine di quantità, quindi i primi tre della lista sono quelli più presenti all’interno del prodotto. Leggere questa parte dell’etichetta è fondamentale per evitare allergeni o, in generale, ingredienti che preferisci evitare.
3. Il peso effettivo del prodotto
Tra le voci sui prodotti surgelati compare anche la glassatura, ovvero lo strato di ghiaccio che protegge l’alimento.
Quando l’etichetta recita “peso netto”, allora si considera il peso con inclusa la glassatura. “Peso netto sgocciolato”, invece, si riferisce al peso reale del cibo senza ghiaccio.
4. I valori nutrizionali
Sono le calorie, i grassi (di cui saturi), i carboidrati (di cui zuccheri), le proteine e il sale presenti in 100 g di prodotto. Queste informazioni aiutano a capire se l’alimento è equilibrato e quindi a gestirne al meglio l’apporto calorico.
In generale, possiamo considerare un alimento sano se, in 100 g:
- i grassi saturi sono sotto i 5 g;
- gli zuccheri non superano i 5 g;
- il sale contenuto non è superiore a un grammo.
5. La data di scadenza
I surgelati riportano il termine minimo di conservazione (TMC), cioè il periodo entro cui possiamo consumare il prodotto in sicurezza e senza perdita di qualità. Questa voce è espressa dalla dicitura “consumare preferibilmente entro”, accompagnata dalla data.
Per saperne di più sulla conservazione dei surgelati, ti consigliamo di approfondire qui: “Surgelati in freezer: per quanto?”.
6. Le modalità di conservazione
Le etichette indicano anche come conservare il prodotto dopo l’acquisto, in base alle prestazioni del congelatore domestico.
Le stelle sulla confezione del prodotto, da una a quattro, significano che il prodotto durerà fino a una settimana nel congelatore a -6°C e fino a un mese a -12°C. Alla temperatura di -18°C, invece, vale la data del TMC.
L’etichettatura del pesce surgelato
Oltre alle informazioni riportate sopra, per legge, le etichette dell’ittico surgelato devono contenere anche questi dettagli:
- il metodo di pesca (al traino, ad amo, a palangaro), specificando se si tratta di pesce pescato in mare o di allevamento;
- gli attrezzi da pesca, che devono corrispondere al metodo dichiarato;
- il luogo di origine, ovvero la Zona FAO in cui il pesce è stato pescato (o il Paese di provenienza se si tratta di prodotti da allevamento);
- la data di congelamento o di primo congelamento, espressa con la dicitura “surgelato il”, seguita da giorno, mese e anno.
A questo punto, potremmo dire che noi di NORDAL selezioniamo personalmente i nostri fornitori, che scegliamo solo prodotti sani, certificati e sostenibili e che li conserviamo secondo i metodi e i termini imposti dal D.L. 27 gennaio 1992, n. 110.
Potremmo dirlo, ma se vieni a trovarci in bottega e provi i nostri prodotti, allora lo scoprirai.



