Zona FAO 27

Una porzione di oceano tra le più importanti per la pesca internazionale

Zona FAO 27
Luglio 27, 2022 Anna Maugeri
Zona FAO 27

La zona FAO 27 è un’area geografica che si estende lungo l’Atlantico nord-orientale, dal Mar Baltico alle isole Azzorre e su fino alle coste della Groenlandia. È poco interessata dal traffico navale e per questo è nota per essere una delle aree ittiche più pulite e salubri al mondo.

Si tratta di una zona di pesca molto vasta, caratterizzata da una grande biodiversità. Merluzzo nordico, platessa, salmone e granchi, infatti, sono solo alcune delle specie che vi troviamo.

L’obiettivo della Zona FAO 27, così come di tutte le aree marine sottoposte a questa giurisdizione, è quello di assicurare la massima trasparenza e sicurezza sui processi di pesca. Proprio per via delle acque poco inquinante, inoltre, l’Atlantico nord-orientale si presenta come una delle migliori aree dove praticare la cattura selvatica e l’acquacoltura.

Zona FAO: cos’è e perché è utile

Le Zone FAO rappresentano oceani, mari o porzioni degli stessi. Sono aree geografiche individuate dalla Food and Agriculture Organization per circoscrivere le zone di pesca in settori ben precisi, identificati tutti da un numero univoco.

Il mercato ittico è infatti regolato da normative severe e precise. Nello specifico, il regolamento (CE) n. 2065/2001 sottoscrive alcune indicazioni obbligatorie sulla provenienza del pesce e specifica le informazioni da riportare nelle etichette dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

L’obiettivo della suddivisione nelle Zone FAO è quello di disciplinare la cattura del pesce selvatico e fornire al consumatore finale informazioni chiare e comprensibili. Il codice FAO serve proprio a garantire la sicurezza del pesce acquistato a prescindere dal modo di produzione (che sia stato pescato in natura o allevato, ed eventualmente anche surgelato).

Le zone di pesca individuate sono diciannove, ognuna soggetta a determinate condizioni ambientali e climatiche. La classificazione non è stata operata sulla base di particolari punteggi di qualità: ad eccezione delle aree a nord del Giappone, inquinate dal disastro di Fukushima nel 2011, si può pescare tranquillamente in qualsiasi settore.

Per popolosità e varietà ittica le aree principali sono la numero 27 (Atlantico nord-orientale) e la 37 (Mediterraneo e Mar Nero). Per queste, oltre all’indicazione geografica estesa, è necessario riportare in etichetta anche la specifica sottozona o la divisione di pesca.

Clima e pesca nella Zona FAO 27

La prima tappa del nostro viaggio alla scoperta del freddo ci ha portati nel cuore dell’Atlantico, nella parte nord-orientale dell’oceano, costituita principalmente da bacini profondi che lasciano il passo alle aree di secca lungo le sponde francesi e iberiche.

Questo settore è suddiviso in quattordici diverse sub-aree localizzate intorno alla penisola scandinava, al Regno Unito e all’Irlanda, fino alle coste settentrionali della Francia e poi in direzione della Spagna e del Portogallo.

Le coste si presentano secondo varie conformazioni: frastagliate lungo la Scandinavia, rocciose intorno alla Scozia e all’Irlanda e poi basse e sabbiose sulla costa normanna. Sulla penisola iberica danno invece origine a dune, spiagge, baie e lagune.

La presenza di tante tipologie di habitat e sedimenti diversi favorisce una elevata varietà di fauna ittica e sono quasi 1.100 le specie ittiche che popolano la Zona FAO 27.

La temperatura superficiale varia in funzione della latitudine, delle correnti e delle stagioni, con un’escursione termica che oscilla tra -2 °C nelle regioni polari fino ai climi temperati delle medie latitudini (con forti variazioni fino a 7 o 8 °C).

Da ottobre a giugno la superficie dell’acqua nello Stretto di Danimarca e nel mar Baltico è molto spesso coperta dal ghiaccio, ma questo non intacca affatto la pesca. I prodotti ittici più pescati in questa zona sono il merluzzo, l’aringa, il salmone, il pesce persico e la trota.

Dalla parte opposta, lungo il Portogallo settentrionale, le specie principali sono i marlin blu e bianchi, i tonni, le orate, i saraghi e i pagelli. Nelle zone intermedie tra la Normandia e il Regno Unito, invece, sono le spigole, gli sgombri e i gamberi il principale prodotto della pesca.

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