L’acqua, il tesoro dei Sibillini

Minerale, leggera e delicata: perché l’acqua di questi luoghi fa così bene

L’acqua, il tesoro dei Sibillini
6 Dicembre 2022 Anna Maugeri
In Educational
Monti Sibillini: l'acqua fa la differenza

Altipiani a perdita d’occhio e creste calcaree caratterizzano il paesaggio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la vasta regione verde tra Umbria e Marche dove sgorgano alcune delle sorgenti più pure del nostro Paese.

L’acqua dei Sibillini è naturalmente ricca di sali minerali e oligoelementi, è povera di sodio e non ha tracce di arsenico. In più contiene nitrati in bassissime percentuali, il che significa che le falde acquifere non sono contaminate.

Queste sorgenti rappresentano una fonte preziosa per l’attività agricola del Parco e giocano un ruolo importante nella produttività dell’area. Ceci e cicerchie sono tra le colture più redditizie, ma sono famose anche le coltivazioni di Lenticchie di Castelluccio di Norcia e delle Mele Rosa dei Sibillini, Presidio Slow Food.

L’acqua dei Sibillini, inoltre, trova largo impiego anche nell’industria alimentare. Il nostro produttore di pizze alla pala, Svila, ad esempio, utilizza solo acque di sorgente per lavorare gli impasti e conferire loro caratteristiche specifiche sia per digeribilità che per gusto.

Le percentuali di calcio, fosforo e magnesio disciolti nell’acqua le donano, infatti, un sapore delicato e leggero. Questo, insieme alla sua naturale purezza, la rende particolarmente indicata anche ai bambini.

Tali qualità sono frutto delle specifiche conformazioni geologiche della zona e sono ciò che rende questa risorsa così importante dal punto di vista organolettico.

L’acqua dei Sibillini ha infatti proprietà diuretiche ed è utile in caso di disturbi ai reni. Inoltre favorisce la digestione e l’eliminazione delle scorie e delle tossine, motivo per cui viene consigliata agli sportivi.

Conosciamo meglio il Parco

Il Parco dei Monti Sibillini ha una lunghezza di circa 40 km e attraversa l’Appennino Centrale in quattro province, che sono quelle di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Perugia.

La parte marchigiana del Parco conta quasi 40 fiumi, ognuno con affluenti e torrenti propri. Tra i corsi d’acqua principali spiccano Nera, Aso, Tenna e Fiastrone, mentre i due laghi più importanti sono il lago di Pilato e quello di Fiastra. Il primo è un bacino di origine glaciale situato a 1.940 mslm, mentre il secondo è un lago artificiale creato nel 1949 per fornire energia elettrica alla Valle del Fiastrone.

Sopra la valle con i suoi corsi d’acqua, il paesaggio è dominato dal massiccio montuoso dei Sibillini. Il nome deriva dalla Sibilla Appenninica, la leggendaria incantatrice a cui sarebbe attribuita la formazione del lago di Pilato e del Monte Vettore, la più alta vetta del Parco.

La varietà paesaggistica si traduce in una importante biodiversità, supportata da diversi micro-climi che favoriscono la presenza di oltre 1.900 specie botaniche e 50 specie di mammiferi, più un numero imprecisato di insetti.

Dal punto di vista geologico, il complesso dei Monti Sibillini è una formazione relativamente giovane (non ha ancora 100 milioni di anni) ed è costituito per la maggior parte da rocce calcaree che si sono formate sui fondali di mari caldi.

La peculiare conformazione della zona è proprio ciò che rende l’acqua dei Sibillini così preziosa. La precisa volontà di Svila di utilizzare solo acque di questi luoghi dimostra quanto sia importante, per i nostri produttori, trovare sempre le migliori materie prime. E questo vale anche per NORDAL: ecco perché analizziamo e selezioniamo di volta in volta i nostri fornitori.

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