L’Agro Pontino, una pianura da 1.180 km²

Un territorio variegato che intreccia storia e innovazione

L’Agro Pontino, una distesa di campi da 1.180 km²
12 Settembre 2023 Anna Maugeri
In Educational
Agro Pontino: prodotti diversi, stesso campo

L’Agro Pontino è una pianura alluvionale che trova spazio a poca distanza da Roma, tra la costa tirrenica e i monti Lepini e Ausoni. L’etimologia del nome è ancora dibattuta, ma sembra certo che l’antico lemma “pont-” indicasse ampie distese di acqua, lagune e paludi; le stesse che per secoli hanno caratterizzato questo paesaggio.

Sin dalla fondazione delle prime città latine, nel II millennio a.C., l’Agro Pontino è stato interessato da numerosi tentativi di risanamento per recuperare terreni coltivabili. Solo la Grande Bonifica del 1927 è riuscita a rendere questa “Amazzonia italiana” una distesa rigogliosa, tra le più produttive del nostro Paese.

La grande fertilità dell’area si presta bene al metodo della rotazione delle colture, che permette di coltivare prodotti diversi in uno stesso campo. Ecco spiegato perché nell’Agro Pontino, tra gli altri, si coltivano zucche, porri e fagioli in inverno e zucchine e pomodori in estate.

Cos’è la rotazione delle colture

Si tratta di una tecnica antica che risale al Medioevo e che permette al terreno di restare fertile e produttivo. Il principio alla base è molto semplice: un solo campo ospita prodotti diversi, a patto che la coltivazione delle verdure sia alternata.

Non tutti gli ortaggi hanno infatti lo stesso impatto sul terreno. Alcune piante, come i pomodori e le zucchine, sono più “esigenti” in termini di fabbisogno nutrizionale e sfruttano a fondo la fertilità del suolo. Questi andrebbero alternati, per esempio, con carote, spinaci e porri, che richiedono meno sostanze minerali. Piselli, fagioli e leguminose in generale, invece, sono coltivazioni speciali che arricchiscono il suolo.

Scegliere le colture da destinare a ogni campo è il primo passo per una rotazione efficace, ma occorre prestare attenzione anche ai tempi di coltivazione. Per evitare di impoverire il terreno è importante che lo stesso appezzamento sia destinato di volta in volta a ortaggi diversi, per un ciclo di almeno tre anni.

Quando eseguita correttamente, la rotazione delle colture aumenta la permeabilità dei campi e stimola l’attività della microflora, che funge da riserva di elementi minerali per piante e animali. Allo stesso tempo questa tecnica evita la comparsa di parassiti e la trasmissione di malattie tra gli ortaggi, il tutto senza il bisogno di utilizzare pesticidi e fertilizzanti.

Agro Pontino: veduta aerea

Credit foto: Contatto

L’Agro Pontino: ieri e oggi

Per gli antichi Romani l’origine della palude pontina era opera di Giunone. La dea avrebbe trasformato la zona in un pantano per punire la ninfa Feronia, un’amante di Zeus che viveva tra questi i campi.

La verità, invece, è che l’Agro Pontino si è sviluppato circa 150 milioni di anni fa su un vasto terrazzo marino dall’andamento irregolare, fatto di vette a avvallamenti. Nel corso dell’evoluzione le varie falde si sono riempite di detriti alluvionali e marini, formando così la pianura con le sue lagune.

Proprio la particolare conformazione ha reso impossibile il deflusso delle acque al mare e ha fatto sì che la zona restasse impaludata per secoli. Anche per questo la bonifica integrale avviata negli anni Venti del Novecento è passata alla storia: per asciugare il terreno furono costruiti migliaia di chilometri di drenaggio da oltre 120 mila lavoratori, che riuscirono finalmente nell’impresa.

Oggi l’Agro Pontino copre una superficie di 1.180 km² e si distingue in Italia per la produzione di ortaggi di prima qualità, scelti da molti produttori nostrani, come Garbo. Poco è rimasto, infatti, dell’originale ambiente palustre, di cui resta traccia nel vicino Parco nazionale del Circeo. Dopo il disboscamento, le foreste che caratterizzavano l’area hanno lasciato il posto a una vegetazione meno selvatica e più “mediterranea”, costantemente irrigata dalle numerose sorgenti che attraversano ancora la pianura.

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